Non Destructive Testing (NDT)
Civil Engineering - parte 3a

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con esame finale di certificazione di Livello 2 e possibile accesso diretto all’esame di Livello 3 (*) nelle prove del potenziale di corrosione delle armature (PZ) e misura delle deformazioni e tensioni (DT) secondo UNI/PdR 56:2019 “Certificazione del personale tecnico addetto alle prove non distruttive nel campo dell’ingegneria civile”

40 Crediti CNI

 I Docenti del corso

Santo Mineo
Ingegnere Edile, opera da anni nel mondo della diagnostica strutturale sia nell’ambito della sperimentazione che della formazione del personale. Certificato esperto di Livello 3 da KIWA - Settore PnD Ingegneria Civile, Beni Culturali e Strutture Architettoniche. Coautore dei seguenti libri EPC Editore: Monitoraggio delle strutture; Controlli e verifiche delle strutture di calcestruzzo in fase di esecuzione; Vice-direttore dell’Associazione scientifico-culturale MASTER; E’ membro, in rappresentanza dell’Associazione MASTER, nella composizione degli Organi Tecnici UNI oltre che esperto al Tavolo “Personale tecnico addetto alle PND in ingegneria civile” condotto da UNI per la redazione della UNI/PdR 56:2019 “Certificazione del personale tecnico addetto alle prove non distruttive nel campo dell’ingegneria civile” (Certification of personnel for non destructive testing in civil engineering).

Sandro Pariset
Ingegnere civile, titolare dello STUDIOPARISET ed amministratore unico della società macroDIAGNOSTICS srl che si occupa di indagini e monitoraggio strutturale avanzato. Vice Direttore della MASTER. Membro, in rappresentanza dell’Associazione MASTER all’interno del comitato PIARC e di Organi Tecnici UNI. Certificato di livello 3 in numerosi metodi di prova nel campo delle PnD Ingegneria Civile, Beni Culturali e Strutture Architettoniche.
Una delle novità salienti introdotte dalle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC) è il passaggio, come avvenuto in altri settori (impianti, ingegneria dell’antincendio, ecc), da un sistema normativo di tipo prescrittivo ad un sistema di tipo prestazionale, ovvero basato non sull'obbligo di adozione di misure tecniche ma sul raggiungimento dei risultati.
L’applicazione di norme prestazionali impone maggiori responsabilità al PROGETTISTA, al DIRETTORE DEI LAVORI ed al COLLAUDATORE, sia in fase di esecuzione che di controllo dell’opera, per verificare la rispondenza ai requisiti ed ai livelli di funzionalità e prestazioni di progetto.
Per la diagnosi dello stato di corrosione delle armature è possibile ricorrere a diverse tecniche: una fra queste è quella basata sulla misura del potenziale delle armature (Norma UNI 10174:2020 - Ispezione delle strutture in cemento armato esposte ad ambienti aggressivi mediante mappatura di potenziale).
Le strutture in cemento armato si trovano, in esercizio, ad operare in condizioni ambientali per le quali è ipotizzabile, dopo un certo tempo, il raggiungimento di condizioni favorevoli all’innesco di fenomeni di corrosione delle armature. Si pone pertanto il problema di poter valutare precocemente l’insorgenza di tali condizioni, l’estensione e la localizzazione delle zone interessate, l’entità ed il tipo di attacco, ed in fine le cause che lo hanno innescato. Tale metodologia di prova riguarda l’ispezione delle strutture in cemento armato esposte all’atmosfera mediante il metodo della mappatura del potenziale, allo scopo di valutare lo stato di corrosione delle armature. Mediante tale metodo è possibile determinare la situazione di corrosione, cioè se le armature sono o viceversa non sono sottoposte ad un attacco corrosivo, sia esso generalizzato o localizzato. Tale metodo, se da un lato non fornisce alcuna informazione quantitativa né sulla velocità di corrosione né sull’entità del danno che si è già prodotto, è particolarmente adatto per una prima definizione della situazione corrosionistica della struttura ispezionata, sulla base della quale organizzare eventuali ulteriori indagini. Il metodo del potenziale si basa sul fatto che ad ogni condizione di corrosione (di immunità, di corrosione generalizzata o localizzata) corrisponde una variabilità del potenziale entro intervalli tipici.
Per la diagnosi dello stato di corrosione delle armature è possibile ricorrere a diverse tecniche: una fra queste è quella basata sulla misura del potenziale delle armature (Norma UNI 10174:2020 - Ispezione delle strutture in cemento armato esposte ad ambienti aggressivi mediante mappatura di potenziale).
Le PROVE DI CARICO statiche sui solai, impalcati ed elementi strutturali, costituiscono indubbiamente una fase cruciale del processo di controllo delle costruzioni e richiedono una particolare cura ed attenzione.
Nelle Norme Tecniche per le Costruzioni” le prove di carico sono previste al Capitolo 9 “Collaudo statico” e riguardano in genere le nuove strutture; nella realtà, si rendono spesso necessarie anche nelle strutture esistenti quando si devono prevedere variazioni di destinazione d’uso o quando si deve verificare l’agibilità di strutture degradate e/o fessurate, ecc.
Le lezioni saranno a contenuto sia teorico che pratico, con esercitazioni guidate in aula/laboratorio su modelli in scala reale; saranno inoltre presentati numerosi casi di studio, a partire dalla progettazione della prova all’interpretazione dei risultati, evidenziando i differenti ruoli e le differenti responsabilità che le varie figure professionali coinvolte nella esecuzione dell’opera (progettista, direttore dei lavori, costruttore, collaudatore ed esecutore della prova) devono assumere.
Per le nuove costruzioni e le strutture in opera, si pone spesso il problema di misurare l’andamento delle deformazioni (strain) sotto carico e conseguentemente di determinarne, noto il modulo elastico del materiale, il livello di tensione. La misura delle deformazioni in ambito civile è operabile sia con strumenti manuali (deformometri) sia con sensori basati su particolari principi fisici: estensimetri elettrici a resistenza, estensimetri a corde vibranti, estensimetri in fibra ottica basati sul reticolo in fibra di Bragg (FBGs). Le deformazioni così determinate sono utilizzabili ai fini della progettazione, del collaudo e del monitoraggio di strutture per uso civile ed industriale, e per la caratterizzazione meccanica dei materiali. La figura professionale in uscita sarà in grado di sostenere gli esami di certificazione, senza dover frequentare ulteriori corsi di formazione. I vantaggi ed i benefici della certificazione del personale sono evidenti:
• le competenze vengono verificate sulla base di evidenze oggettive;
• l’attestazione di terza parte garantisce indipendenza, imparzialità e trasparenza;
• spinge il tecnico a possedere, mantenere e migliorare, con continuità nel tempo, la necessaria competenza;
• mette a disposizione del mercato operatori qualificati in grado di operare professionalmente secondo norme tecniche nazionali ed internazionali riconosciute;
• contribuisce ad elevare gli standard di qualità di tutta la filiera di processo;
• fornisce evidenza oggettiva della corretta gestione aziendale del personale e dei processi di controllo;
• attribuisce credenziale tecnica oggettiva delle capacità del personale, requisito cogente ai sensi delle direttive comunitarie europee;
• fornisce un presidio legale a tutela della responsabilità della società di servizi che eseguono prove e controlli.

Di fatto, nella Circolare del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici - Servizio Tecnico Centrale n.633/STC del 3 dicembre 2019 “Criteri per il rilascio dell’autorizzazione ai Laboratori per prove e controlli sui materiali da costruzione su strutture e costruzioni esistenti” di cui all’art. 59, comma 2, del D.P.R. n. 380/2001, viene richiesta tra i requisiti la certificazione della competenza di “Livello 3” (per il Direttore del Laboratorio) e di “Livello 2” (per gli Sperimentatori), negli specifici metodi di prova oggetto dell’autorizzazione, rilasciata da organismo di certificazione accreditato secondo la UNI CEI EN ISO/IEC 17024:2012.
Il corso di formazione consentirà di sostenere l’esame di certificazione nei due metodi di prova “PZ” e “DT” secondo UNI/PdR 56:2019.

Attestati e crediti formativi
I CFP indicati saranno rilasciati solo a chi frequenterà l’intero percorso formativo di 40 ore. Inoltre, chi frequenterà l’intero corso riceverà, oltre all’attestato di Informa, anche un’attestazione da parte dell’Università degli Studi Roma Tre.

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